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La Cgil: «Poste al collasso in Alto Adige». Sciopero degli straordinari

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La Cgil: «Poste al collasso in Alto Adige». Sciopero degli straordinari

Messaggio Da Admin il Mar Giu 24 2014, 22:06

 
«I servizi postali dell’Alto Adige accusano gravissime difficoltà di funzionamento». Questo l’allarme lanciato dalla categoria dei postali della Cgil che, in una nota, annuncia lo sciopero delle prestazioni straordinarie per il periodo che va dal 25 giugno all’8 luglio.
Numerose le difficoltà denunciate da Slc/Cgil. «Il settore del recapito di Poste Italiane – spiega il segretario Fabrizio Tomelleri - è al collasso e molte zone della città di Bolzano e della Provincia non vengono servite per lungo tempo. Tale problema è stato generato dall’allargamento delle zone di consegna dei singoli portalettere. Inoltre, al taglio di personale, circa 44 nel solo ex Cpo, si è affiancata l’ormai cronica assenza di sostituti, che dovrebbero intervenire in caso di portalettere assenti a vario titolo, ad esempio per ferie, maternità, malattie e infortuni».
Il sindacato ha sperato sino ad oggi che l’azienda Poste Italiane dimostrasse la volontà di perseguire - nel rispetto degli accordi sindacali - la qualità del recapito da tutti auspicata. «Abbiamo invece assistito – aggiunge Tomelleri - a sempre maggiori richieste e pressioni nei confronti del personale, mentre è risultata chiara la volontà di minare alle basi la cosiddetta titolarità di zona».
Problemi anche nel settore della sportelleria, che, secondo la Slc/Cgil, deve fare i conti con le chiusure di uffici, totali e parziali, con le carenze di organico determinate dai lavoratori esodati o pensionati non sostituiti, con le continue richieste di doppi turni e con i passaggi irregolari di gestione negli uffici.
«Parliamo – precisa il segretario Slc/Cgil - di un’azienda che matura consistenti utili annui, mille milioni, nonostante la congiuntura economica sfavorevole, quindi non si comprende innanzitutto perché il personale di Poste Italiane dell’Alto Adige debba subire questo trattamento e non da meno perché si debba assistere al calo della qualità del servizio, che potrebbe compromettere la tenuta di importanti commesse commerciali».
«Per questi motivi siamo stati dunque costretti a proclamare lo sciopero solo come Cgil, visto che Cisl e Uil hanno deciso di non partecipare all’iniziativa», conclude Tomelleri.
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