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Privatizzazioni Poste: la garanzia Caio-Celli

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Privatizzazioni Poste: la garanzia Caio-Celli

Messaggio Da Admin il Sab Giu 21 2014, 00:46


Caio-Celli: non è vero che la “R” di Renzi significhi soltanto rottamazione. Se un manager è bravo, l’età non conta e la sua utilizzazione si trasforma in un fiore all’occhiello. Leggere per credere.
Francesco Caio, il nuovo amministratore delegato di Poste Italiane scelto dal premier e dal suo “braccio destro” all’Economia Padoan, per rilanciare il posizionamento dell’azienda in previsione della sua parziale privatizzazione è manager puro. E da manager si è subito reso conto che il problema principale da affrontare alle poste era quello di un monte-dipendenti pletorico, con il conseguente rischio di far risultare l’azienda poco appetibile dal mercato.
Così, liquidato il direttore delle risorse umane, Claudio Picucci, ha assunto l’interim del delicato settore. Ma,  consapevole del peso di un settore del genere per i piani futuri di sviluppo, ha subito deciso di avere accanto a sé il migliore esperto del ramo: Pierluigi Celli. L’ex direttore generale della Luiss (dove ancora lo rimpiangono tutti, docenti e studenti), è stato infatti in passato il “risanatore” sia dell’Enel che della Rai, cioè di due colossi, che in quanto ad organici sovrabbondanti non erano davvero secondi a nessuno.
Celli, affiancherà Caio come “Senior Advisor”, ma in realtà alle poste tutti hanno già capito che la ricreazione è finita e che il “Senior Advisor” sarà dotato di tutti i superpoteri necessari per rendere davvero Poste Italiane un’azienda competitiva, ma soprattutto degna dell’interesse dei futuri investitori di minoranza (avranno il 40%, mentre l’altro 60 resterà nelle mani dello Stato).
Le poste sono notoriamente un feudo dei sindacati, soprattutto della Cisl. Ma questo a Celli non fa paura, perché è la stessa situazione che trovò all’Enel ed alla Rai. Lui è un manager dal pugno di ferro in un guanto di velluto e sa benissimo come trattare con loro.
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